Quante volte ci siamo ritrovati a non avere “creatività”?

La creatività non è solo relegata a quei lavori artistici come il musicista, il pittore o qualsiasi lavoro dove appunto sfruttiamo la nostra vena artistica. La creatività viene sfruttata anche da lavori che non sembrano legati all’arte, ad esempio un poliziotto, o un detective che deve capire chi è stato magari l’assassino, oppure pensiamo a quelle persone che necessito di risolvere problemi complessi.

Pensate quando ci troviamo di fronte a qualcosa che non abbiamo mai visto e non sappiamo minimamente come approcciarci ad un nuovo problema, come succede spesso anche in campo medico, ovvio che necessitiamo di seguire la scienza e i protocolli, ma molte volte per trovare una soluzione bisogna essere creativi, bisogna andare ad attingere “a qualcosa” che non abbiamo mai visto prima.

Se prendiamo un esempio più concreto e semplice, basta solo ritrovarci a fare un post su Instagram, un video su YouTube, oppure banalmente anche una chiacchierata all’interno di un podcast, spesso chi chiediamo: quale argomento può interessare al mio pubblico? Quale argomento può interessare al mio potenziale cliente?

Partendo da questo assunto è necessario avere un pochino più di creatività, ma nel momento del processo creativo molte volte succede qualcosa e abbiamo… il blocco dello scrittore!

Come mai? Quali sono quindi cinque killer che uccidono effettivamente la creatività?

  1. Il primo tra gli ostacoli del pensiero creativo individuati dalla Harvard University è la mancata corrispondenza di ruolo. Nessuno può raggiungere veramente il massimo se si trova a operare con una mansione o in un campo che non è adatto alle sue abilità personali. Il rischio che si corre non è solo un calo nella creatività, ma di incorrere in stati dansia. Come disse Einstein “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce per la sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, esse vivrà tutta la sua vita pensando si essere uno stupido”.
  2. Anche le restrizioni esterne possono essere terribili: qualcuno che dimostra di non apprezzare l’espressione delle nuove idee, per esempio.
  3. Risorse mentali e sufficiente tempo a disposizione (oltre che risorse fisiche ed economiche) sono importantissime per l’elaborazione di concetti innovativi e nuovi punti di vista su un tema. La creatività necessita di tempo per affrontare un idea da più punti di vista, dunque bisognerebbe evitare i lavori a scadenza troppo breve, in cui bisogna informarsi, pensare e ripensare troppo in fretta.
  4. Mancanza di differenziazione sociale: è stato dimostrato che gruppi di lavoro omogenei vanno d’accordo con più facilità, ma perdendo dei punti in creatività. La varietà è un moltiplicatore di punti di vista, di intuizioni e, dunque, di idee creative.
  5. L’ultimo dei fattori maggiormente limitanti del pensiero creativo la mancanza di sostegno e di feedback positivi da perte degli altri. Una ricerca ha dimostrato che senza l’adeguato sostegno e senza attenzioni le persone sono più portate a lasciar perdere un nuovo impegno ai primi segni di difficoltà.
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