Ricevo molti messaggi da persone che mi chiedono come possono trovare la motivazione, studenti durante la stagione degli esami, professionisti che vorrebbero cambiare qualcosa nel loro lavoro o anche genitori che si sentono sempre stanchi e svogliati nel fare qualcosa. Il messaggio è più o meno sempre lo stesso “So che dovrei farlo, ma quasi tutti i giorni non riesco proprio a trovare la motivazione. Come fai a essere sempre così motivato a fare xyz?”

La realtà è che tutti abbiamo problemi con la “motivazione”. 

Il solo pensare a “qualcosa che dobbiamo fare” ci mette ansia e stanchezza. Differenza se invece abbiamo il pensiero di fare qualcosa che ci piace, rispetto a quello che dobbiamo. Ma sappiamo benissimo che non è possibile fare solo le cose che amiamo, perché la vita ci porta a compiere, per il 90% del tempo, azioni necessarie e che non amiamo. Approfondendo l’argomento ho completamente interiorizzato l’idea che la motivazione sia un mito. In effetti, penso che saremmo tutti molto più felici e faremmo molto di più se cancellassimo del tutto la parola motivazione dal nostro vocabolario.

Ecco una citazione da uno dei miei articoli preferiti sull’argomento:

La motivazione, in senso lato, opera sul presupposto errato che un particolare stato mentale o emotivo sia necessario per completare un compito.

In parole povere, la motivazione è aspettare che dentro di noi ci sia quella voglia di fare quella determinata azione, questo aspettare potrebbe durare all’infinito. La disciplina, d’altra parte, è farlo indipendentemente da come ti senti a riguardo. 

Ecco un’altra citazione interessante:

In fondo, inseguire la motivazione è insistere sulla fantasia infantile del “fai ciò che ti piace e basta”. Il problema nasce da qui: “Come faccio a farmi piacere quello che ho razionalmente deciso di fare?”. Questa è una domanda sbagliata.
La domanda giusta è: “Come posso rendere irrilevanti i miei sentimenti e fare le cose che voglio consapevolmente fare senza sentirmi a disagio?”.

Torno su questo argomento più volte all’anno per ricordare a me stesso il cambio di paradigma. Nell’articolo che ho scritto qualche settimana fa “Come smettere di procrastinare“, analizzo in profondità questo concetto di motivazione e offro alcuni suggerimenti pratici su come coltivare la disciplina, che ci consente di ottenere praticamente tutto ciò che vogliamo. Nel frattempo, tuttavia, se vi sentite privi di motivazione, provate a fare questi due passaggi: (a) leggere l’articolo e (b) cercare di rimuovere completamente la parola motivazione dal vocabolario.

In questi giorni, l’unica circostanza in cui mi permetto anche solo di pensare alla motivazione come un concetto è se un amico si lamenta “… se avessi semplicemente la motivazione per lavorare in questo momento, cambierei il mondo!”.  Se conosco bene la persona, cerco di approfondire il motivo esatto per cui la motivazione è un mito e perché/come dovrebbero coltivare invece la disciplina. Se rimangono vicino a me alla fine della conversazione, di solito pensano “wow hai ragione, ho capito che non devo trovare le emozioni per fare qualcosa, dovrei semplicemente farle!”

Quindi sì, la motivazione è un mito. Cercare di trovare un sentimento positivo, un pensiero ancora più perverso di essere utili per avere la forza di iniziare a fare qualcosa, è da stupidi. Un bambino di 3 anni basa le sue decisioni quotidiane su ciò che ha voglia di fare. Uno studente/adulto intelligente riconosce che la sensazione di fare qualcosa di utile non dovrebbe avere assolutamente nulla a che fare con il fatto che lo faccia davvero.

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